Remarks 312° | Agentic Survival
Stiamo vivendo il "Digital Ouroboros", un loop dove le allucinazioni generate dall'AI alimentano altre AI, creando una bolla di "slop".
Moment Of Truth | 03:33 Minuti
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Buondì, e buon lunedì.
La distinzione tra "cercare" e "fare" è ufficialmente morta?
Mentre il mondo si interroga ancora sul “posizionamento”, Google e OpenAI & Co hanno appena cambiato lo sport: siamo passati dalla fase dell’indice alla fase dell’agente esecutivo. Non è più una questione di apparire tra i risultati, ma di essere l’entità che l’AI sceglie per chiudere un task.
Ma c’è un problema sistemico: l’industria SEO sta inquinando la propria acqua. Stiamo vivendo il “Digital Ouroboros”, un loop dove le allucinazioni generate dall’AI alimentano altre AI, creando una bolla di “slop” che rischia di far implodere la fiducia nel dato. In questa edizione analizziamo come navigare il collasso delle fonti e come rendere la tua azienda l’unica scelta logica per un algoritmo che ha smesso di leggere e ha iniziato a “fare”.
TL;DR | Takeaways
In questa edizione del Remarks, analizziamo l’anatomia della task-based search e come la saturazione di contenuti sintetici stia spostando il valore dall'informazione alla validazione, obbligando il tuo team a cambiare radicalmente la gestione del dato strutturato per non sparire dai radar dei nuovi crawler agentici.
Agentic search visibility: Google non fornisce più solo link, ma lancia agenti che chiamano negozi e monitorano prezzi. Se il tuo dato non è “azionabile”, non esisti per l’agente;
The slop loop & ouroboros: Perplexity e ChatGPT iniziano a citare allucinazioni generate da altri bot. La tua difesa? Diventare un “verifiable data node” ancorato a fonti reali;
Crawler economics: OpenAI domina l’81% del traffico AI. Il 56% delle visite è “User Fetch” (risposte in tempo reale). Ottimizzare per l’indicizzazione è archeologia; ottimizzare per il retrieval è il presente;
Data trust moat: la completezza dello Schema Markup (11+ campi) non serve per il ranking, ma per superare i test di cross-referencing degli LLM che cercano di evitare il collasso del modello.
Stai leggendo una nuova edizione del light format del Remarks.
Oggi parliamo di come:
Siamo al punto di rottura. L'AI Search si sta nutrendo di se stessa. Perplexity che cita news inventate da blog SEO-AI, ChatGPT che valida fatti mai accaduti citando "slop" generato 24 ore prima. È il Digital Ouroboros: il serpente che si mangia la coda, inquinando il dataset globale.
Ma mentre il web si riempie di rumore sintetico, Google ha virato sul “fare”. Le nuove feature (Agentic Calling, Canvas, Price Tracking) trasformano il motore in un layer di esecuzione. Se cerchi un hotel, Google non ti manda sul sito; lancia un processo che monitora i prezzi e, se serve, telefona al front desk.
Se i tuoi dati sono sepolti sotto quintali di storytelling inutile o, peggio, se non sono coerenti tra sito, Google Business Profile e API esterne, verrai scartato dal workflow. L’AI non “leggerà” più quanto sei bravo: verificherà se sei “utile” per chiudere il task.
La morte della "lista di ricerca".
GO↓
🔵 Agentic Survival
Tre pratici approcci
Qui entriamo nel cuore tecnico della sopravvivenza. Gli utenti non confrontano più liste; validano la sintesi dell’AI. Per essere in quella sintesi, devi passare da “creatore di contenuti” a “fornitore di dati certi”.
1/ → Optimization for agentic calling
Google ha integrato l’AI Mode per chiamare i negozi e verificare lo stock. Se un utente chiede “chi ha queste scarpe vicino a me?”, l’AI di Google agisce.
Il tuo team deve implementare l’Inventory schema mapping in tempo reale. Non basta il markup Product; serve la proprietà availability legata dinamicamente al database di magazzino. Se il dato sul sito diverge da quello del magazzino fisico, l’agente AI ti marcherà come “inaffidabile” dopo il primo tentativo di chiamata fallito, escludendoti dalle ricerche future per settimane. Sincronizza maniacalmente il Google Business Profile con i metadati LD+JSON di ogni singola pagina prodotto.
2/ →Retrieval-augmented marketing
Il 56.9% del traffico di ChatGPT è “User Fetch”. Il crawler ignora la tua intro emozionale e cerca l’anchor data per nutrire il suo sistema RAG.
Smetti di scrivere per gli umani che leggono, scrivi per gli agenti che estraggono. Trasforma ogni specifica tecnica, confronto prezzi o caratteristica in tabelle HTML <table> pulite. Gli LLM sono addestrati per “parsare” tabelle e liste (<ul>) molto meglio dei blocchi di testo. Usa la “Entity-First Writing”: invece di “il nostro software è veloce”, scrivi “[Nome Prodotto] processa 10.2ms per transazione”. L’agente estrae l’entità e il dato, validando la tua superiorità tecnica in un istante.
Smetti di scrivere, inizia a strutturare↓
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3/ →Schema completeness come moat anti-slop
I siti con 11+ campi schema compilati ricevono l'82% di visite crawler in più, perché l'AI usa la ridondanza per proteggersi dal "Digital Ouroboros". Se i dati sono tanti e coerenti, l'AI si fida.
Non limitarti allo schema base. Integra la proprietà sameAs puntando a fonti di autorità terze (Wikipedia, LinkedIn aziendale, database di settore). Inserisci il reviewBody nei metadati: l’AI non guarda solo il numero di stelle, ma analizza il sentiment nel codice per decidere se sei adatto a un task specifico (”Miglior hotel per chi lavora da remoto”). Più segnali strutturati offri, più alto è il “Trust Score” che l’agente ti assegna, differenziandoti dallo slop generato automaticamente che solitamente manca di profondità tecnica.
Il passaggio dalla "creazione della lista" all'"accettazione della sintesi AI" è la più grande minaccia (e opportunità) dal 1998. Google e OpenAI stanno blindando i loro sistemi contro l'inquinamento da AI content.
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Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi.
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