Remarks 306° | Session engineering.
Trasformare l'IA da chatbot a un intero reparto di sviluppo e automazione.
Moment Of Truth | 03:33 Minuti
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Buondì, e buon lunedì.
Stai davvero utilizzando bene le tua AI?
Faccio una premessa: ciò che ti dirò oggi è molto utile e ha un valore potenziale, anche commerciale, davvero molto importante; quindi non mi potrò, per ovvie ragioni, addentrarmi nella massima specificità (e ti assicuro che un po’ rodo, perché sto creando delle cose pazzesche), ma ci tengo a condividertelo per due motivi:
Sono davvero in pochissimi a utilizzare bene le proprie AI;
Sono disponibile (basta rispondere a questa eMail) ad approfondire.
Quindi non farti scrupoli a scrivermi, ma dovevo essere onesto: sono temi e applicazioni concrete che, ad oggi, sono un vantaggio competitivo importante per me e per il progetto Catobi. Ora bando alle ciance, iniziamo.
Il settore dell’IA sta vivendo un paradosso silenzioso: passi ore a rifinire il “prompt perfetto”, cercando la combinazione magica di parole per ottenere l’output desiderato, mentre il vero collo di bottiglia è sotto i tuoi occhi: il flusso di lavoro.
La maggior parte dei professionisti interagisce con l’IA come se fosse un distributore automatico, ma i modelli avanzati si comportano più come collaboratori senior con una memoria di lavoro volatile. Se li trascini in conversazioni infinite da 6 ore, l’IA inizia ad “allucinare”, inventando funzioni o perdendo il filo dei problemi risolti poco prima.
Non è un limite del modello, è un limite della tua gestione del contesto.
Esploriamo come passare dall’ottimizzazione dei prompt all’ingegneria delle sessioni. Ti guido attraverso l’uso di Claude Code e dei file di configurazione CLAUDE.md per trasformare l’IA da un semplice chatbot a un intero reparto di sviluppo e automazione sincronizzato.
TL;DR | Takeaways
In questa edizione del Remarks, scoprirai come la velocità di esecuzione dipenda dalla struttura che dai all’agente prima ancora di scrivere una riga di codice. Ecco i punti cardine:
Context hijacking: perché sessioni lunghe degradano l’output e come l’approccio “una finestra, un task” mantiene la coerenza logica dell’IA.
Protocollo CLAUDE.md: l’adozione di un “manuale d’istruzioni” persistente che elimina la necessità di rispiegare il contesto ad ogni avvio.
Arbitraggio dei modelli: come pianificare con modelli economici (Sonnet) ed eseguire con modelli potenti (Opus) per ottimizzare il ROI dei token.
Automazione via /insights: l’uso della telemetria delle sessioni per individuare bug procedurali e opportunità di automazione che ti sono sfuggite.
Stai leggendo una nuova edizione del light format del Remarks.
Oggi parliamo di come:
Il segreto di Claude Code non sta nella sua capacità di scrivere righe di codice più velocemente di te, ma nel modo in cui ti costringe a strutturare il pensiero. Premia la struttura rispetto alla velocità pura. Dagli un piano prima del permesso, un contesto (tramite CLAUDE.md) prima del codice e dei vincoli chiari prima della libertà d'azione
Ci tengo a ripeterlo, quello che leggerai è importante ed è la base per lavorare bene con le tue AI, ma è solo l’inizio. È un mondo immenso, in continua evoluzione e i limiti sono sempre più labili. Quindi se non ti è chiaro qualcosa o se vuoi rendere questo contenuto solo una piccola parte delle tue fondamenta di progettualità AI, sentiamoci, perché, ti assicuro, sto e stiamo esplorando progetti, soluzioni di un altro pianeta.
Il diario di bordo alieno.
GO↓
🔵 Session engineering.
Tre pratici approcci
1/ →Architettura multi-agente
Il primo errore tecnico che probabilmente commetti è l’utilizzo di un’unica mega-sessione. Quando il contesto cresce fino a migliaia di token, l’IA subisce una saturazione cognitiva e inizia a fare riferimento a soluzioni obsolete o a creare loop di debug infiniti.
La soluzione avanzata consiste nel frammentare il lavoro in istanze parallele. Immagina di utilizzare un terminale come Warp o Ghostty (il mio preferito) e aprire 4 o 5 finestre separate di Claude Code. Non è solo una questione di ordine, ma di isolamento del contesto
Quello che puoi fare:
Dividi il tuo progetto in unità atomiche. Una finestra dedicata esclusivamente ai bug del frontend, una per l'integrazione delle API, una per i test e una per la documentazione. Passando da una finestra all'altra (magari usando il tasto Tab), ogni istanza di Claude rimarrà focalizzata sul suo specifico micro-universo. Questo elimina la "contaminazione incrociata": l'agente che scrive i test non verrà distratto dai residui logici dei bug che hai risolto tre ore prima. Meno riscritture, meno allucinazioni e una qualità dell'output drasticamente superiore.
2/ →Claude.md
L’IA, per default, ricomincia da zero ogni volta che apri una chat. Ti pone domande a cui hai già risposto e fa supposizioni su convenzioni che hai già corretto. Per scalare, devi implementare il comando /Init.
Questo comando genera un file chiamato CLAUDE.md, che funge da manuale operativo per l’agente. Non caricarlo di prosa inutile; deve contenere specifiche tecniche, convenzioni sui fusi orari, schemi di database e, soprattutto, un PRD (product requirements document).
Quello che puoi fare:
Prima di chiedere all'IA di "creare una dashboard", dedica 20 minuti a scrivere un PRD sintetico: cosa fa, per chi è, e cosa è rigorosamente fuori ambito.
Inserisci questo documento nel file CLAUDE.md.
Ora, ogni volta che avvii una sessione, l'IA leggerà automaticamente queste istruzioni.Invece di consumare dollari in "ricostruzioni" perché l'agente non aveva capito l'obiettivo, inizierai ogni sessione con un allineamento perfetto. Il tempo speso nella configurazione del file di istruzioni ti farà risparmiare ore di divagazioni inutili.
Ti va se approfondiamo come configurare le prime "Skill" personalizzate per automatizzare il deploy del tuo prossimo progetto?↓
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3/ →Modalità planning
L’innovazione più profonda di Claude Code è la capacità di analizzare se stesso. Il comando /Insights è lo strumento che separa chi usa l’IA da chi la governa. Eseguendolo settimanalmente, l’IA analizza tutte le tue sessioni degli ultimi 7 giorni e genera un report HTML dettagliato.
Ti dirà esattamente dove hai perso tempo, quali errori hai ripetuto e, cosa più importante, individuerà flussi di lavoro ripetitivi che puoi salvare come “competenze” (skill). Se ti accorgi di eseguire costantemente gli stessi comandi di commit o di test, chiedi a Claude di salvarli come competenze riutilizzabili.
Quello che puoi fare:
Inizia ogni sessione complessa in modalità pianificazione. Invece di dare il permesso di scrivere codice immediatamente, chiedi all'IA di produrre un documento Markdown che descriva l'architettura, le fasi di implementazione e i potenziali punti deboli.
Puoi farlo su Claude.com usando Sonnet (veloce ed economico) per la fase di brainstorming e poi "teletrasportare" il piano nel terminale per l'esecuzione con Opus.
Questo arbitraggio ti permette di usare "centesimi per pianificare e dollari per costruire", ottimizzando i costi senza sacrificare la potenza di calcolo necessaria per gestire la complessità dei file.
Implementando queste tre strategie, trasformerai il tuo team in una macchina asincrona capace di scalare su più attività contemporaneamente, con una precisione tecnica che un'unica sessione di chat non potrà mai raggiungere.
Non lo ripeto, sai dove trovarmi.
Questo è Remarks. Il Touchpoint digitale di Catobi.
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